La passione per la vela si alimentò anche attraverso l’amicizia con Andrea DeMarinis, che aveva navigato su Azzurra. Attraverso di lui si è acceso in me il desiderio di conoscere il mare non soltanto dalla riva, ma navigandolo: imparando a leggere il vento, preparando una rotta, vivendo il ritmo lento e intenso delle giornate a bordo.
Nel 1983 presi la patente nautica. Da allora il mare è stato scuola di attenzione, autonomia, responsabilità e libertà: un luogo in cui la tecnica conta, ma conta altrettanto saper aspettare, osservare e scegliere.
Gli inizi · Lo studio · La pratica
La patente nautica: dai libri al mare
Mio suocero comprò una piccola deriva. D’estate stavamo al campeggio di Roma, a Castel Fusano, e cominciai a uscire in barca con lui. Nessuno dei due era troppo esperto, ma la voglia di andare a vela non mancava.
Io feci quello che facevo di solito quando qualcosa mi appassionava: comprai libri di nautica e manuali di scuola di vela e mi immersi nello studio, cercando di capire sia la teoria sia la pratica. Sui libri ero diventato un teorico; in acqua, però, le cose non funzionavano ancora altrettanto bene.
Una volta uscimmo e la barca scarrocciava maledettamente. Ci eravamo dimenticati la deriva sulla spiaggia. Un conto era sapere come avrebbe dovuto navigare la barca, un altro era ricordarsi di portare a bordo tutto quello che serviva.
Decisi allora di prendere la patente nautica alla Lega Navale di Roma, insieme a mia moglie Laura. La presi nel 1983. La pratica si faceva su un Orca 43 di Vito Angarano, una persona che avrei incontrato molte altre volte e con la quale avrei anche navigato su uno splendido Swan 52, presente fra le fotografie di questa pagina.
La pratica andava bene, ma nella teoria mi sentivo imbattibile. In quel caso la fisica mi aiutò molto: le rotte, le ortodromie e le lossodromie, i punti nave e i rilevamenti con la bussola erano il mio pane.
Due barche, due momenti della vita di mare: la prima scoperta della navigazione e gli anni più intensi di esperienza nel Mediterraneo.
La Gradiva · CBS Harmony · 1984
La Gradiva
CBS Harmony · 1984
Nel 1984 acquistai il mio primo cabinato, un CBS Harmony, che chiamai La Gradiva. Con quella barca cominciò la vera esperienza della vela.
Con La Gradiva ho navigato in tutto il Mediterraneo: coste, isole, rade, porti, traversate e notti all’ancora. Non era soltanto una barca: era un luogo di libertà, di amici, di partenze e di ritorni.
Selvaggia · Show 42 Barberis · progetto Vallicelli · 1988–1996
Selvaggia
Show 42 Barberis · progetto Vallicelli · 1988–1996
Nel 1988 acquistai Selvaggia, uno Show 42 del cantiere Barberis, disegnato da Vallicelli. Con lei continuai a navigare fino al 1996.
Furono anni di Mediterraneo, di navigazioni diverse e di un rapporto con il mare diventato sempre più profondo: vele, manovre, meteo, porti, ormeggi e vita di bordo, ma soprattutto il piacere di essere davvero in viaggio.
Esperienza di mare
Skipper, barche ed equipaggi
Dopo gli anni con le mie barche, ho fatto anche lo skipper a tempo perso: un modo per continuare a navigare, conoscere imbarcazioni ed equipaggi diversi e pagarmi le vacanze restando sul mare.
1983
Patente nautica
La patente nautica alla Lega Navale di Roma, insieme a Laura: lo studio della navigazione e la pratica in mare.
1984–1996
Mediterraneo
La Gradiva, Selvaggia, rotte, rade, isole, porti e traversate.
Negli anni successivi
Skipper
Barche diverse, equipaggi, responsabilità di bordo e nuove esperienze di navigazione.
Il mare oggi
Ricordi e sogni
Oggi non vado più in barca, ma la vela non è mai uscita dalla mia vita. Rimangono le partenze presto al mattino, il rumore dell’acqua sullo scafo, il vento nelle vele, le soste in rada, le notti sotto le stelle, le carte nautiche e le rotte tracciate — o cambiate lungo il cammino. Resta soprattutto quella particolare libertà che si prova navigando: un orizzonte aperto davanti, la prudenza necessaria e il mare come vero maestro.
Alessio, la passione che continua
Mio figlio Alessio ha ereditato questa passione. È diventato un grande velista, skipper e comandante di navi offshore. In questo è diventato più bravo di me: lo dico con orgoglio, pensando anche alle esperienze, talvolta «disastrose», che abbiamo vissuto insieme durante le nostre navigazioni.
Una volta, mentre con La Gradiva entravamo nel porto di Bonifacio, Alessio uscì fuori e mi disse che la barca era piena d’acqua. Era molto vivace e faceva spesso scherzi da prete: quella volta non gli credetti.
Poi scoprii che era vero. L’acqua entrava, credo, dall’asse dell’elica. Quell’estate la passammo senza motore, entrando nei porti a vela. Fu una grande e brutta esperienza, una di quelle navigazioni che non si dimenticano.
Anche queste vicende fanno parte del mare che abbiamo condiviso. Oggi quella passione continua nel percorso di Alessio: io conservo i ricordi, lui ha fatto della navigazione anche il proprio mestiere.
Archivio fotografico
Fotografie di mare
Una raccolta di immagini tra navigazione, equipaggi, vita di bordo, porto e ricordi personali legati al mare.
Al timoneSelvaggia in navigazioneLa GradivaIn porto, tra gli ormeggiMare aperto e vita di bordoSelvaggia con l’equipaggioRelax in radaLa vela come gioco e festaPiccoli velisti in piscinaIl meraviglioso Swan con cui ho navigato.Un momento di relax e di vita a bordo.Musica e amicizia nella cabina della barca.La Gradiva in cantiere: scafo, attrezzatura e lavori di manutenzione.
Le fotografie raccolgono momenti diversi: navigazione, porto, equipaggi, mare aperto e ricordi familiari in cui la vela continua a essere presenza e passione.