Un racconto in prima persona
Come è nato il mio primo videowall
La mia storia con i videowall nasce dal lavoro sul video digitale, da un problema inatteso e dall’idea di trasformare tanti televisori in un unico grande schermo.
1983 · Il video digitale alla Tecnosystem
Nel 1983 lavoravo alla Tecnosystem di Roma, insieme ad Anglisani, Biscarini e Canese. Ci occupavamo di sistemi video digitali per le televisioni private: teletext, titolatrici, generatori di marchi, memorie di quadro, correttori della base dei tempi e altri apparati per il trattamento del segnale televisivo.
Era il contesto nel quale maturarono le competenze che avrei poi utilizzato per il videowall: acquisire un’immagine, conservarla in memoria e rielaborarla prima di visualizzarla.
Un problema inatteso: ricostruire le righe dell’immagine
Un giorno vennero a trovarci alcune persone; tra loro ricordo bene Giannino Giuffrida. Ci chiesero se fosse possibile decodificare un segnale televisivo con cui venivano trasmesse partite di calcio. La società rifiutò la richiesta, ritenendola illegale. Il problema tecnico, però, mi incuriosì molto e in seguito ricontattai Giuffrida, proponendogli un progetto.
Il segnale era reso illeggibile alterando l’ordine delle righe dell’immagine. Pensai di utilizzare una memoria di quadro e di sfruttare la correlazione tra le righe televisive: righe vicine contengono spesso informazioni simili, e questa somiglianza poteva aiutare a ricostruirne la disposizione.
Il sistema funzionò. Successivamente la sequenza delle righe venne fatta cambiare nel tempo, introducendo una difficoltà ulteriore; riuscii ad adattare il progetto anche a quella modifica. Da quell’esperienza nacque il contatto che mi portò a Maxivideo.
1984 · L’incontro con Maxivideo
Giuffrida mi presentò a Maxivideo, una società di Trento che realizzava videoproiettori. A quel tempo si utilizzavano tre tubi molto luminosi e un sistema di lenti per proiettare l’immagine su uno schermo. La domanda che mi posero era semplice: si poteva ottenere un’immagine più grande e più luminosa?
Proposi di affiancare molti televisori e di fare in modo che ciascuno mostrasse soltanto una porzione del video. Le singole immagini, osservate insieme, avrebbero formato un’unica immagine di grandi dimensioni.
Nel giugno del 1984 ricevetti il finanziamento per realizzare il sistema. A dicembre dello stesso anno il primo videowall era pronto.
Da quel prototipo a Megascreen
Da lì iniziò un percorso che proseguì con Giovanni Del Piano e Megascreen e con collaborazioni che coinvolsero Laserpoint di Cambridge, Delcom di Norimberga, New Digimatic di Roma e molte altre realtà.
Uno degli episodi che ricordo con maggiore piacere fu un confronto tra una decina di sistemi videowall: quattro dei sistemi in gara erano stati progettati da me.
Ma questa è un’altra storia, che racconterò più avanti.











































